L’Amore di Dio Mi Sostiene

Scritto da Bryan Nelson, uno studente della BYU, mentre studiava un volume di scritture conosciuto come Perla di Gran Prezzo, scritto da profeti; I membri della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, lo ritengono un testo sacro. Questa pubblicazione viene da un libro compreso nella Perla di Gran Prezzo, conosciuto come il libro di Mosè, ed è un estratto della traduzione della Bibbia come rivelata dal Profeta Joseph Smith, Giugno 1830- Febbraio 1831.

L’Amore di Dio è Reale

Possiamo trovare delle dottrine del vangelo molto preziose nel Libro di Mosè (Mosè1:24-42). Queste scritture ci raccontano di quando Mosè era sul monte. Questa montagna non ci è nota (Mosè 1:42). All’interno di queste scritture possiamo vedere una relazione personale presente tra Dio e Mosè, che ci può aiutare a capire anche la nostra propria relazione personale con Dio Padre –  e che l’amore di Dio che ha per ognuno di noi è reale. La comprensione della mia propria relazione con il Padre Celeste, è cresciuta mentre studiavo attentamente queste scritture.

Quando Mosè pregò Dio per aiuto e supporto, Lui venne (Mosè 1:25). Questo mi dimostra che il Padre risponde alle nostre preghiere. Quando ho bisogno di sentire l’amore di Dio, e di sentire il suo sostegno, lui è sempre presente per me.

Prima che Mosè chiamasse Dio, Satana cercava di tentarlo (Mosè 1:12-24). Mosè aveva davvero bisogno dell’aiuto di Dio per poter superare ciò che era accaduto. Ci sono momenti nella mia vita in cui sono tentato da Satana, ed il modo migliore per poter superare queste tentazioni è di chiedere l’aiuto del Padre. Lui verrà sempre quando io ne ho bisogno. Le mie situazioni di solito non sono esattamente come quelle di Mosè, in cui il diavolo andò di persona da Mosè ed egli fu in grado di vederlo, ma ci sono molte tentazioni nella mia vita che posso paragonare a queste. Fortunatamente sento l’amore di Dio abbastanza fortemente da poter aiutarmi quando ne ho bisogno.

Dio darà sempre la Sua parola a coloro che credono in Lui (Mosè 1:41). Ho imparato che, fino a quando crederò in Lui, non dovrò mai vivere senza la parola di Dio. Dio mi fornirà sempre il Vangelo di Gesù Cristo. In questo versetto credo che il Padre Celeste stesse dicendo a Mosè che negli ultimi giorni Lui avrebbe chiamato Jospeh Smith per portarci delle nuove scritture. Sono molto grato per tutte le nuove scritture che ho a mia disposizione. Poichè io posseggo una forte testimonianza sull’amore di Dio, ed in Suo figlio Gesù Cristo, e nella Chiesa di Gesù Cristo e dei Santi degli Ultimi Giorni, sono stato molto benedetto dalle scritture durante la mia vita.

Dio ha infinito numero di creazioni, mondi e figli; ad ogni modo Lui si prende cura personalmente di ciascuno di noi. Questo è un pezzetto di conoscenza personale che ho ricevuto tramite i passaggi scritturali presenti in Mosè 1:33,37,39. In tutte queste scritture Dio sta parlando riguardo alle sue innumerevoli creazioni, ad ogni modo Lui si sta prendendo del tempo per insegnare personalmente a Mosè. Credo che Dio Padre sia disposto a fare lo stesso per me. Tramite la rivelazione personale, io posso imparare le verità riguardanti il vangelo di Dio. Io sento tantissimo l’amore di Dio, e grazie a ciò io so che lui ha messo tutte queste benedizioni a mia disposizione.

Amo il Libro di Mosè e tutto ciò che ho imparato da esso. Ci sono cosi tante cose in questo libro che mi permettono di capire la mia propria relazione personale con Dio. Mosè 4 è il mio capito preferito nel Libro di Mosè, ma il capitolo 1 contiene cosi tante inutizioni che mi fanno capire come io sia personalmente imparentato con Dio.


Cos’è il Sacerdozio nel Mormonismo?

Il Sacerdozio di Gesù Cristo

I mormoni (membri della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni) credono nell’importanza di essere “chiamati da Dio, come Aronne” prima di poter ‘ricevere’ o ‘detenere’ il sacerdozio di Dio.

Il sacerdozio “mormone”, una denominazione informale usata al posto del nome appropriato “sacerdozio di Dio o di Aaronne” e “Sacerdozio di Melchisedec”, è stato restaurato nel nostro tempo ed è la capacità o il diritto di agire in nome di Dio. L’esecuzione delle ordinanze (o sacramenti) di salvezza deve essere effettuata da coloro che hanno il sacerdozio. Diversamente dalla maggior parte dei nostri fratelli e sorelle cristiani, abbiamo un ministero laico che non viene retribuito per le prestazioni effettuate durante le ordinanze. I vescovi mormoni sono uomini che, di solito, all’interno dei confini geografici della congregazione (chiamata ‘rione’), vengono “chiamati” dal loro presidente di palo, per servire come Vescovi. Questi uomini servono come pastori volontari della congregazione della Chiesa, da 5 a 7 anni, di solito, in aggiunta al loro normale lavoro o alla loro carriera.

Il sacerdozio mormone proviene da Gesù Cristo, che lo ha conferito a Pietro, Giacomo e Giovanni nella chiesa primitiva, durante il Suo ministero terreno. Quando Joseph Smith Jr. restaurò la Chiesa, nel 1830, lo fede dopo aver ricevuto il suddetto sacerdozio mediante l’imposizione delle mani, dai risorto apostoli Pietro, Giacomo e Giovanni.

Oliver Cowdrey, che fu con Joseph durante il periodo della restaurazione del sacerdozio, disse quanto segue:

…Che gioia ha riempito i nostri cuori e quale sorpresa abbiamo provato (chi non si sarebbe piegato in ginocchio, per avere tale benedizione?) quando abbiamo ricevuto, tramite le Sue mani, il Santo Sacerdozio, mentre diceva: ‘Su di voi, miei compagni e servi, nel nome del Messia, io conferisco il Sacerdozio e questa autorità, che rimarrà sulla terra, tramite i figli di Levi, porterà ancora un’offerta in rettitudine, al Signore!

Non mi tentate nel chiedermi di dipingervi i sentimenti di questo cuore, né la maestosa bellezza e la gloria che ci circondava in quell’occasione, ma voi mi crederete se dico che sulla terra, nessun uomo, con l’eloquenza del tempo, potrebbe usare un linguaggio così interessante e sublime, come quel santo personaggio. No, non c’è, sulla terra, questo potere che possa dare gioia e concedere la pace, o faccia comprendere la saggezza che era contenuta in ogni frase detta, tramite il potere dello Spirito Santo (Messaggero e Avvocato, vol.1, ottobre 1834, pp 14-16).

Quasi ogni membro maschio della chiesa mormone è ordinato sacerdote, a seconda della sua dignità e del suo desiderio di servire. Quando un giovane arriva a 12 anni, gli viene chiesto, spesso, dal Vescovo, di accettare il sacerdozio “di Aaronne” e, dopo aver raggiunto i 18 anni, può avere l’approvazione del presidente di palo, per ricevere il sacerdozio di “Melchisedek” ed essere confermato in quella posizione, grazie ad una votazione dei membri del rione.

I compiti specifici e i privilegi del sacerdozio, sono principalmente indicati in Dottrina e Alleanze, uno dei quattro libri di Scritture dei Santi degli Ultimi Giorni.


L’amore del nostro Padre Celeste

Coloro che oggi si confessano atei, o che non credono in un Dio che possa avere creato questa terra e tutto ciò che essa contiene, solitamente hanno una concezione errata di Lui. Poter parlare del nostro amato Padre Celeste in poche righe non è facile; tuttavia vorrei concentrarmi su una delle Sue tante e meravigliose caratteristiche. Vi parlerò dell’amore che Egli nutre per ognuno di noi.

Per prima cosa voglio fare riferimento al momento della Creazione. Prima di creare l’uomo e prima di porlo nel giardino di Eden, Egli creò la terra. Il primo capitolo di Genesi finisce con le seguenti parole:

“E Dio vide tutto quello che aveva fatto, ed ecco, era molto buono. Così fu sera, poi fu mattina: e fu il sesto giorno.” (Genesi 1:31)

Mi piace molto il fatto che Dio avesse giudicato la Sua Opera “molto buona”. Egli avrebbe dovuto mandare i Suoi preziosi figli sulla terra e da buon Padre si accertò che la Terra fosse un posto piacevole ed adatto alla nostra vita. Questo versetto indica in modo unico l’amore che fin dall’inizio Egli provò per ognuno di noi.

Con il passare degli anni e dei secoli per non lasciare i Suoi figli da soli Egli si accertò che essi fossero istruiti e guidati. Per questa ragione Egli chiamò sin da subito degli uomini speciali conosciuti come profeti. Essi una volta ricevuto il messaggio da Dio Padre cominciarono a comunicarlo a tutti i figli di Dio. Tra questi ricordiamo Adamo, Noè, Abramo, Mosè ecc… Quando gli uomini non credevano alle parole di questi santi uomini spesso li cacciavano, li insultavano o li uccidevano. Nonostante tale malvagità il Padre continuava a mandare profeti affinché i Suoi figli potessero giungere al pentimento. Non è forse amore questo? Quale padre lascerebbe suo figlio alla mercè del male rischiando di perderlo?

Un altro mezzo che il nostro amato Padre ci ha dato affinché non fossimo lasciati soli è quello della preghiera. Che grande benedizione abbiamo a disposizione. Pensate, possiamo entrare in contatto con la fonte Suprema di ogni saggezza:

 “Che se alcuno di voi manca di sapienza, la chiegga a Dio che dona a tutti liberalmente senza rinfacciare, e gli sarà donata” (Giacomo 1:5)

Come potrebbe un genitore amorevole non desiderare di ascoltare ed aiutare un figlio bisognoso che supplica aiuto? Invero Dio Padre è un genitore che ode e risponde alle preghiere dei Suoi figli.

Spesso, però, proprio per l’amore che Egli nutre per noi, figli Suoi, Egli ritiene giusto farci crescere e progredire attraverso le prove e le sofferenze. Infatti Egli dice:

“ Riconosci dunque in cuor tuo che, come un uomo corregge il suo figliuolo, così l’Iddio tuo, l’Eterno, corregge te.” (Deuteronomio 8:5)

A tal proposito quando ci ammaliamo, quando perdiamo una persona a noi cara, quando la vita ci sembra dura, quando un terremoto rade al suolo una città, spesso siamo propensi ad incolpare Dio e a reputarlo una persona cattiva. Sebbene spesso tali afflizioni siano frutto di cattive scelte fatte da noi, tuttavia, è necessario che noi viviamo tali esperienze. Con il passare del tempo ci accorgiamo che alcune di esse ci hanno resi più forti e molto probabilmente erano necessarie per il nostro progresso fisico – spirituale. Allora possiamo comprendere più chiaramente la saggezza di Dio e l’amore provato per noi in quei momenti difficili.

Ma l’ esempio massimo di amore provato dal Padre Celeste nei nostri confronti è sicuramente il Sacrificio espiatorio di Suo Figlio Gesù Cristo. Ho scelto di citare un’unica scrittura che esemplifica ciò che avvenne in quel momento:

“Poiché Iddio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figliuolo, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna.” (Giovanni 3:16)

Una volta che Adamo ed Eva trasgredirono al comandamento di Dio nel giardino di Eden, di non mangiare il frutto dell’albero della vita, venne introdotta la morte fisica e spirituale sulla terra. Affinché noi avessimo la possibilità di vincere tali ostacoli Egli diede Suo Figlio in sacrificio. Oh, quale gesto di grande Amore!!!

Voglio portare la mia personale testimonianza che abbiamo un Padre Celeste e che Egli ci ama ed è disposto a qualsiasi cosa per permetterci di ritornare a Lui. A presto


I mormoni e la natura di Dio Padre e Suo Figlio Gesù Cristo

Uno dei punti più importanti della dottrina mormone riguarda la natura di Dio Padre, di Suo figlio Gesù Cristo e dello Spirito Santo, che sono tre esseri distinti e separati. Tutto il credo della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni ruota intorno a questa dottrina.

Per cominciare, il primo articolo di fede, scritto dal Profeta  Joseph Smith, dice:

“Noi crediamo in Dio, il Padre Eterno, e in Suo Figlio Gesù Cristo e nello Spirito Santo.”

Tutto ebbe inizio con l’esperienza del Profeta Joseph Smith, il quale, intenzionato a conoscere quale fosse la vera chiesa di Gesù Cristo sulla terra per poi poterne far parte, un mattino di primavera del 1820, si recò in un bosco vicino casa sua per pregare e chiedere così al Padre Celeste. La risposta alla sua preghiera fù un’ esperienza spirituale molto forte: una visione! Citerò ora le sua parole:

“Vidi esattamente sopra la mia testa una colonna di luce più brillante del sole, che discese gradualmente fino a che cadde su di me… Quando la luce stette su di me, io vidi due Personaggi il cui splendore e la cui gloria sfidano ogni descrizione, ritti sopra di me nell’aria. Uno di essi mi parlò, chiamandomi per nome, e disse indicando l’altro: Questo è il mio Figlio diletto. Ascoltalo!” (continua…)


Come riparare il rapporto col nostro Padre Celeste?

mormoni-Gesu' pregando con sua madreCaro fratello Gorton,
Sono membro da tutta la vita, sposato con una convertita. Abbiamo quattro figli e aspettiamo il quinto, entro Natale. Le dico questo per condividere con Lei il punto in cui mi trovo, in questa vita. Quello che ho bisogno di sapere è come riparare il rapporto col nostro Padre celeste. Sono arrabbiato con Lui. La mia famiglia ha avuto più disgrazie di quanto siano consentite, a partire da febbraio circa, di quest’anno. Un sacco di cose sono andate, e stanno andando, male. Molte prove. So tutte le risposte giuste per spiegare perché ci sono le prove e a cosa serva ognuna di esse. Sono sicuro che le cose che stanno accadendo hanno una qualche ragione. Devo crederlo.

Se sento la frase “Egli non ci dà più di quanto possiamo gestire” mi vengono i conati e non è per la nausea mattutina! Guardo i miei figli e penso a quanto li amo e quanto siano dolorose alcune di queste esperienze. Mi sento così arrabbiato con il nostro Padre. So che non posso facilmente comprendere il “perché”. Voglio sapere come salvare il mio rapporto con un Padre con il quale sono terribilmente arrabbiato. Il mio pensiero? Mi ha messo qui, con tutti questi problemi, un po’ come inviare un gladiatore sul ring, nudo e bendato. Non riesco a pregare perché mi vergogno di alcune delle cose che Gli ho urlato. Non sono sicuro di fidarmi di Lui. E c’è tutta questa rabbia. (continua…)


Rituali Mormoni


Sui rituali mormoni è stata diffusa molta disinformazione e, in modo particolare riguardo quelli del tempio. Per questo motivo, diventa essenziale diffondere la verità sui rituali mormoni. Il mormonismo è incentrato su Cristo ed è basato sulla giustizia. Il rituale mormone è serio e tranquillo, sano e temperato.

Rituali nelle riunioni Mormoni

Le riunioni mormoni non sono rituali. L’incontro principale della Domenica, chiamato “Riunione Sacramentale”, segue sempre lo stesso schema: un membro del vescovato sale sul pulpito, dopo un preludio musicale. Egli accoglie la congregazione e riferisce tutti gli annunci necessari. La congregazione poi canta un “inno di apertura” e un membro, maschio o femmina, della Chiesa dice la preghiera di apertura. Il vescovo potrebbe avere qualche parola da dire sul programma della giornata, o chiamare alcuni membri a nuovi incarichi (o rilasciarli). Queste chiamate sono confermate dal voto di sostegno dei membri. Viene poi cantato un inno sacramentale e il sacramento viene benedetto e distribuito dal sacerdozio. Questa è la parte centrale, ed è davvero il solo rituale della giornata, dal momento che le benedizioni del sacramento provengono dalle Scritture e devono essere recitate con esattezza. La benedizione del pane è la seguente:

” O Dio, Padre Eterno, ti chiediamo nel nome di tuo Figlio, Gesù Cristo, di benedire e di santificare questo pane per le anime di tutti coloro che ne prendono, affinchè possano mangiarne in ricordo del corpo di tuo Figlio, e possano testimoniare a te, o Dio, Padre Eterno, ch’essi sono disposti a prendere su di sé il nome di tuo Figlio, e a ricordarsi sempre di lui e ad obbedire ai suoi comandamenti ch’egli ha dati loro; per poter avere sempre con sé il suo Spirito. Amen.” (continua…)


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