Coloro che oggi si confessano atei, o che non credono in un Dio che possa avere creato questa terra e tutto ciò che essa contiene, solitamente hanno una concezione errata di Lui. Poter parlare del nostro amato Padre Celeste in poche righe non è facile; tuttavia vorrei concentrarmi su una delle Sue tante e meravigliose caratteristiche. Vi parlerò dell’amore che Egli nutre per ognuno di noi.
Per prima cosa voglio fare riferimento al momento della Creazione. Prima di creare l’uomo e prima di porlo nel giardino di Eden, Egli creò la terra. Il primo capitolo di Genesi finisce con le seguenti parole:
“E Dio vide tutto quello che aveva fatto, ed ecco, era molto buono. Così fu sera, poi fu mattina: e fu il sesto giorno.” (Genesi 1:31)
Mi piace molto il fatto che Dio avesse giudicato la Sua Opera “molto buona”. Egli avrebbe dovuto mandare i Suoi preziosi figli sulla terra e da buon Padre si accertò che la Terra fosse un posto piacevole ed adatto alla nostra vita. Questo versetto indica in modo unico l’amore che fin dall’inizio Egli provò per ognuno di noi.
Con il passare degli anni e dei secoli per non lasciare i Suoi figli da soli Egli si accertò che essi fossero istruiti e guidati. Per questa ragione Egli chiamò sin da subito degli uomini speciali conosciuti come profeti. Essi una volta ricevuto il messaggio da Dio Padre cominciarono a comunicarlo a tutti i figli di Dio. Tra questi ricordiamo Adamo, Noè, Abramo, Mosè ecc… Quando gli uomini non credevano alle parole di questi santi uomini spesso li cacciavano, li insultavano o li uccidevano. Nonostante tale malvagità il Padre continuava a mandare profeti affinché i Suoi figli potessero giungere al pentimento. Non è forse amore questo? Quale padre lascerebbe suo figlio alla mercè del male rischiando di perderlo?
Un altro mezzo che il nostro amato Padre ci ha dato affinché non fossimo lasciati soli è quello della preghiera. Che grande benedizione abbiamo a disposizione. Pensate, possiamo entrare in contatto con la fonte Suprema di ogni saggezza:
“Che se alcuno di voi manca di sapienza, la chiegga a Dio che dona a tutti liberalmente senza rinfacciare, e gli sarà donata” (Giacomo 1:5)
Come potrebbe un genitore amorevole non desiderare di ascoltare ed aiutare un figlio bisognoso che supplica aiuto? Invero Dio Padre è un genitore che ode e risponde alle preghiere dei Suoi figli.
Spesso, però, proprio per l’amore che Egli nutre per noi, figli Suoi, Egli ritiene giusto farci crescere e progredire attraverso le prove e le sofferenze. Infatti Egli dice:
“ Riconosci dunque in cuor tuo che, come un uomo corregge il suo figliuolo, così l’Iddio tuo, l’Eterno, corregge te.” (Deuteronomio 8:5)
A tal proposito quando ci ammaliamo, quando perdiamo una persona a noi cara, quando la vita ci sembra dura, quando un terremoto rade al suolo una città, spesso siamo propensi ad incolpare Dio e a reputarlo una persona cattiva. Sebbene spesso tali afflizioni siano frutto di cattive scelte fatte da noi, tuttavia, è necessario che noi viviamo tali esperienze. Con il passare del tempo ci accorgiamo che alcune di esse ci hanno resi più forti e molto probabilmente erano necessarie per il nostro progresso fisico – spirituale. Allora possiamo comprendere più chiaramente la saggezza di Dio e l’amore provato per noi in quei momenti difficili.
Ma l’ esempio massimo di amore provato dal Padre Celeste nei nostri confronti è sicuramente il Sacrificio espiatorio di Suo Figlio Gesù Cristo. Ho scelto di citare un’unica scrittura che esemplifica ciò che avvenne in quel momento:
“Poiché Iddio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figliuolo, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna.” (Giovanni 3:16)
Una volta che Adamo ed Eva trasgredirono al comandamento di Dio nel giardino di Eden, di non mangiare il frutto dell’albero della vita, venne introdotta la morte fisica e spirituale sulla terra. Affinché noi avessimo la possibilità di vincere tali ostacoli Egli diede Suo Figlio in sacrificio. Oh, quale gesto di grande Amore!!!
Voglio portare la mia personale testimonianza che abbiamo un Padre Celeste e che Egli ci ama ed è disposto a qualsiasi cosa per permetterci di ritornare a Lui. A presto
Uno dei punti più importanti della dottrina mormone riguarda la natura di Dio Padre, di Suo figlio Gesù Cristo e dello Spirito Santo, che sono tre esseri distinti e separati. Tutto il credo della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni ruota intorno a questa dottrina.
Per cominciare, il primo articolo di fede, scritto dal Profeta Joseph Smith, dice:
“Noi crediamo in Dio, il Padre Eterno, e in Suo Figlio Gesù Cristo e nello Spirito Santo.”
Tutto ebbe inizio con l’esperienza del Profeta Joseph Smith, il quale, intenzionato a conoscere quale fosse la vera chiesa di Gesù Cristo sulla terra per poi poterne far parte, un mattino di primavera del 1820, si recò in un bosco vicino casa sua per pregare e chiedere così al Padre Celeste. La risposta alla sua preghiera fù un’ esperienza spirituale molto forte: una visione! Citerò ora le sua parole:
“Vidi esattamente sopra la mia testa una colonna di luce più brillante del sole, che discese gradualmente fino a che cadde su di me… Quando la luce stette su di me, io vidi due Personaggi il cui splendore e la cui gloria sfidano ogni descrizione, ritti sopra di me nell’aria. Uno di essi mi parlò, chiamandomi per nome, e disse indicando l’altro: Questo è il mio Figlio diletto. Ascoltalo!” (continua…)
Uno dei punti messi di più in discussione, da parte di coloro che non sono membri della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, nei confronti dei mormoni stessi, riguarda il Libro di Mormon e la questione del canone aperto. In realtà la questione non è affatto difficile da comprendere. Spero di poter condividere con ognuno di voi la mia personale testimonianza di come il Libro di Mormon sia un’ opera divina, al pari della Bibbia, per ciò che riguarda la parola di Dio data all’ uomo. All’ interno del libro stesso, nell’ introduzione, leggiamo le seguenti parole:
Il Libro di Mormon è un libro di sacre Scritture paragonabile alla Bibbia. E una storia dei rapporti tra Dio e gli antichi abitanti delle Americhe e contiene la pienezza del Vangelo eterno. Il libro fu scritto da molti antichi profeti per spirito di profezia e di rivelazione. Le loro parole, scritte su tavole d’oro, furono citate e compendiate da un profeta storico chiamato Mormon. Il racconto contiene la storia di due grandi civiltà. Una venne da Gerusalemme nel 600 a.C. e in seguito si divise in due nazioni, conosciute come Nefiti e Lamaniti. L’altra venne molto prima, quando il Signore confuse le lingue alla Torre di Babele. Questo gruppo è conosciuto come Giarediti. Dopo migliaia di anni tutti furono distrutti eccetto i Lamaniti, ed essi sono i principali antenati degli Indiani americani. L’evento culminante raccontato nel Libro di Mormon è il ministero svolto personalmente dal Signore Gesù Cristo presso i Nefiti poco dopo la Sua risurrezione. Esso espone le dottrine del Vangelo, delinea il piano di salvezza e spiega agli uomini quello che devono fare per trovare pace in questa vita e salvezza eterna nella vita a venire. Dopo che Mormon ebbe portato a termine i suoi scritti, consegnò il racconto a suo figlio Moroni, che vi aggiunse alcune parole sue e nascose le tavole nella Collina di Cumora. (continua…)
Cari lettori, oggi vorrei scrivere in merito ad un altro aspetto importante per la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni e i suoi membri. Voglio parlare dei Profeti. Nell’ Antico Testamento, ed esattamente nel libro di Amos il Signore dice:
“ Poiché il Signore, l’Eterno, non fa nulla, senza rivelare il suo segreto ai suoi servi, i profeti ” (Amos 3:7)
Fin da quando il nostro Padre Celeste ha posto l’uomo sulla terra, Egli, si è sempre servito di quelli che possiamo definire i Suoi “Portavoce”: i Profeti appunto. Fù proprio Adamo uno dei primi Profeti, insieme a Noè, Abramo, Mosè, ecc… Tutti loro, nell’arco dei secoli non hanno fatto altro che proclamare la volontà di Dio Padre. Ma perchè i Profeti sono così tanto importanti da non poterne fare a meno? Essi sono le uniche persone autorizzate da Dio a guidare il Suo popolo lungo la strada che porta alla Vita Eterna, il dono più grande che il Nostro Padre Celeste desidera che i Suoi figli abbiano (Giovanni 3:16). Questi uomini hanno il diritto e il dovere di ricevere le istruzioni necessarie per condurre tutto il genere umano a Lui. Ad esempio Noè ricevette istruzioni per costruire un’ arca che potesse salvare, coloro che avrebbero creduto, dal diluvio universale; Mosè vide Dio attraverso un pruno ardente (Esodo 3:4) e ricevette le tavole contenenti i dieci comandamenti (Esodo 19 – 21), che se osservati avrebbero benedetto il popolo obbediente e lo stesso avvenne per tutti quanti gli altri profeti. L’ Apostolo Paolo inoltre disse a proposito della Chiesa di Cristo e dei profeti: (continua…)
Oggi vorrei condividere, con tutti voi che leggerete questo articolo, alcune informazioni in merito a coloro che sono conosciuti come mormoni. Essi sono i membri di una chiesa chiamata Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni. La storia di questa Chiesa è legata alla vita e all’operato di un giovane ragazzo: Joseph Smith. Tutto ebbe inizio nel 1820, quando Joseph aveva solo 14 anni. Il giovane viveva nello stato di New York insieme alla sua numerosa famiglia. Sia lui che i suoi fratelli e genitori erano persone molto religiose, infatti, essi amavano leggere la Bibbia e pregare tutti insieme. Sebbene sia i suoi genitori che i suoi fratelli appartenessero ciascuno ad una confessione religiosa diversa (chi Metodista, chi Presbiteriano ecc…) il giovane Joseph non apparteneva a nessuna chiesa. Esso era desideroso di sapere quale chiesa fosse quella giusta in modo da potervi fare parte, ma la confusione era troppa e per un giovane come lui era praticamente impossibile capire chi fosse nell’errore e chi nel giusto. Un giorno, durante la lettura della Bibbia, Joseph si imbattè in una scrittura che lo colpì come mai gli era accuduto fino a quel momento. Quel passo scritturale diceva: (continua…)