Uno dei punti più importanti della dottrina mormone riguarda la natura di Dio Padre, di Suo figlio Gesù Cristo e dello Spirito Santo, che sono tre esseri distinti e separati. Tutto il credo della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni ruota intorno a questa dottrina.
Per cominciare, il primo articolo di fede, scritto dal Profeta Joseph Smith, dice:
“Noi crediamo in Dio, il Padre Eterno, e in Suo Figlio Gesù Cristo e nello Spirito Santo.”
Tutto ebbe inizio con l’esperienza del Profeta Joseph Smith, il quale, intenzionato a conoscere quale fosse la vera chiesa di Gesù Cristo sulla terra per poi poterne far parte, un mattino di primavera del 1820, si recò in un bosco vicino casa sua per pregare e chiedere così al Padre Celeste. La risposta alla sua preghiera fù un’ esperienza spirituale molto forte: una visione! Citerò ora le sua parole:
“Vidi esattamente sopra la mia testa una colonna di luce più brillante del sole, che discese gradualmente fino a che cadde su di me… Quando la luce stette su di me, io vidi due Personaggi il cui splendore e la cui gloria sfidano ogni descrizione, ritti sopra di me nell’aria. Uno di essi mi parlò, chiamandomi per nome, e disse indicando l’altro: Questo è il mio Figlio diletto. Ascoltalo!” (continua…)

Sui rituali mormoni è stata diffusa molta disinformazione e, in modo particolare riguardo quelli del tempio. Per questo motivo, diventa essenziale diffondere la verità sui rituali mormoni. Il mormonismo è incentrato su Cristo ed è basato sulla giustizia. Il rituale mormone è serio e tranquillo, sano e temperato.
Rituali nelle riunioni Mormoni
Le riunioni mormoni non sono rituali. L’incontro principale della Domenica, chiamato “Riunione Sacramentale”, segue sempre lo stesso schema: un membro del vescovato sale sul pulpito, dopo un preludio musicale. Egli accoglie la congregazione e riferisce tutti gli annunci necessari. La congregazione poi canta un “inno di apertura” e un membro, maschio o femmina, della Chiesa dice la preghiera di apertura. Il vescovo potrebbe avere qualche parola da dire sul programma della giornata, o chiamare alcuni membri a nuovi incarichi (o rilasciarli). Queste chiamate sono confermate dal voto di sostegno dei membri. Viene poi cantato un inno sacramentale e il sacramento viene benedetto e distribuito dal sacerdozio. Questa è la parte centrale, ed è davvero il solo rituale della giornata, dal momento che le benedizioni del sacramento provengono dalle Scritture e devono essere recitate con esattezza. La benedizione del pane è la seguente:
” O Dio, Padre Eterno, ti chiediamo nel nome di tuo Figlio, Gesù Cristo, di benedire e di santificare questo pane per le anime di tutti coloro che ne prendono, affinchè possano mangiarne in ricordo del corpo di tuo Figlio, e possano testimoniare a te, o Dio, Padre Eterno, ch’essi sono disposti a prendere su di sé il nome di tuo Figlio, e a ricordarsi sempre di lui e ad obbedire ai suoi comandamenti ch’egli ha dati loro; per poter avere sempre con sé il suo Spirito. Amen.” (continua…)
I membri della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni sono spesso chiamati mormoni. Questo soprannome risulta piuttosto fastidioso, per molti membri della Chiesa, poiché, proprio come indica il nome completo della chiesa, essi vogliono essere riconosciuti come cristiani. Perché i membri della chiesa vengono chiamati così? Di seguito risponderemo a questa domanda.
Intorno al 600 a.C., molti profeti predicavano il pentimento agli abitanti di Gerusalemme. Fra loro vi era Geremia, le cui registrazioni abbiamo nella Bibbia. Ma ci sono stati altri che hanno profetizzato la distruzione imminente per mano dei Babilonesi, se il popolo di Dio avesse continuato a corrompere le vere pratiche religiose, a non rispettare i comandamenti di Dio e calpestare i diritti dei poveri. Tra questi profeti c’era un uomo piuttosto ricco, chiamato Lehi. Geremia era già stato arrestato (cosa che sarebbe accaduta più volte), e il Signore aveva avvertito Lehi che la sua vita era in pericolo e che doveva fuggire nel deserto, portando con sè la sua famiglia. Lehi lo fece, tenendo ben poco della sua fortuna e delle sue merci. Dopo alcuni giorni di viaggio, nel deserto, il Signore comandò a Lehi di mandare i suoi figli a Gerusalemme per recuperare gli annali biblici. Questa impresa era pericolosa, ma i figli di Lehi ebbero successo. Negli annali, Lehi trovò gli scritti di Isaia, la sua genealogia (la sua discendenza da Giuseppe, che fu venduto in Egitto) e altri scritti. Il Signore portò la famiglia di Lehi, e pochi altri che si erano uniti a loro, attraverso il deserto, e giù attraverso l’Arabia, fino al mare, dove il Signore li istruì su come costruire una barca. Essi riuscirono a navigare verso le Americhe, dove istituirono una cultura basata sulle loro credenze religiose. Vissero secondo la Legge di Mosè e i loro profeti insegnarono loro che Gesù Cristo sarebbe venuto a Gerusalemme, ma si sarebbe manifestato anche a loro. (continua…)
In aggiunta alla Dottrina Mormone di Bruce R. McConkie, egli scrive, sotto la voce “salvezza” che “Se non fosse stato per Joseph Smith e la restaurazione, non ci sarebbe salvezza. Non c’è salvezza al di fuori della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni. “Voglio capire questo principio, ma non è Cristo la chiave per la salvezza? E, inoltre, perché ho sempre sentito dire che non saranno solo i Santi degli Ultimi Giorni ad acquisire la salvezza? Sono confusa. Puoi aiutarmi?
Stacy, dal Missouri
Cara Stacy,
Permettimi di riprodurre il paragrafo completo, da cui hai preso il tuo principio, perché contiene una parola chiave, su cui si basano le seguenti dichiarazioni.
“La piena salvezza è raggiunta in virtù della conoscenza, verità, giustizia e tutti i veri principi. Devono esistere molte condizioni, al fine di rendere tale salvezza disponibile per gli uomini. Senza l’espiazione, il Vangelo, il sacerdozio e il potere di suggellamento, non ci sarebbe la salvezza. Senza la rivelazione continua, il ministero degli angeli, il compimento dei miracoli, i doni dello Spirito, non ci sarebbe la salvezza. Se non fosse stato per Joseph Smith e la restaurazione, non ci sarebbe la salvezza. Non c’è salvezza al di fuori della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni “(Dottrine di Salvezza, vol. 2, pp 1-350). (continua…)
Le tavole d’oro in mostra in Bulgaria
In Bulgaria, al Museo Nazionale di Storia di Sofia, è stato messo in mostra il libro più antico, con più pagine al mondo – nella lingua perduta degli Etruschi. E qualcosa, riguardo a quel libro, stimola particolare interesse per i Santi degli Ultimi Giorni.
Come si vede dalla fotografia, questo libro è stato realizzato su lastre di metallo, legate tra loro tramite anelli di metallo, simile a quelle dei documenti originali che divennero poi il Libro di Mormon.
Il libro risale al 600 a.C., che è all’incirca il tempo in cui Lehi e la sua famiglia lasciarono Gerusalemme.
Il manoscritto, di piccole dimensioni, ha più di due millenni e mezzo ed è stato trovato 60 anni fa in una tomba scoperta nel corso degli scavi di un canale, lungo il fiume Strouma, nel sud ovest della Bulgaria. Ora è stato donato al museo dal suo scopritore, a condizione di conservare l’anonimato.
I documenti dicono che il donatore, non identificato, ha ora 87 anni e vive in Macedonia. L’autenticità del libro è stata confermata da due esperti di Sofia e di Londra, ha detto il direttore del museo Bojidar Dimitrov citato da AFP. Elka Penkova, che è a capo del dipartimento archeologico del museo, ha detto che i sei fogli sono da ritenersi la più antica opera globale composta da più pagine. (continua…)